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Museo
archeologico e scavi di Santa Restituta |
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Annesso al
Santuario di Santa Restituta sorge il complesso "Scavi e
museo Santa Restituta" che rappresenta il tipico esempio di
aree di scavo o di zone archeologiche, trasformate in entità museali autonome. Un museo quindi sotterraneo, rinvenuto sotto la
chiesa, e dove il processo di musealizzazione si è concretizzato nello stesso luogo di
rinvenimento dei reperti.
Gli scavi permettono di ammirare le |
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tracce
lasciate dall'uomo nel susseguirsi delle culture del passato.
Il museo comprende due sezioni: scavi e museo. |
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Il
museo è prettamente archeologico e presenta per lo più cocci di varie
epoche.
Di
notevole interesse sono: la Testa della ninfa Aretusa (IV sec a.C.) e
la testa di Demetra (IV sec. a.C.)
Gli
scavi furono iniziati nel 1951 ad opera del rettore della chiesa, don Pietro Monti.
Gli scavi ed il museo ebbero la sistemazione definitiva nel
1974.
Il percorso "tipo", permette di ammirare un panorama globale della storia dell'Isola
di Ischia: dalla preistoria al periodo greco-ellenistico-romano,
fino alle testimonianze del primo Cristianesimo. |
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Da notare sono le ceramiche campane, le terrecotte architettoniche.
Ultimamente è venuta alla luce la sala battistero. Al centro
vi è la vasca circolare che è recintata con muro, sopraelevata
dal pavimento, rivestita di marmo e con tre gradini per
accedervi e ricevere il battesimo per immersione. Questa
scoperta è molto significativa, in quanto è prova che a Lacco Ameno si trovava
il più importante complesso cristiano dell'Isola che nella
metà del V sec. poté accogliere le reliquie di Santa Restituta
che provenivano da Cartagine. |
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